Dall’entrata in vigore del RGPD nel maggio 2018, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha notevolmente intensificato la propria attività sanzionatoria. L’Italia si è distinta in Europa come uno dei paesi con le sanzioni più elevate in termini di importo complessivo. Nel 2026, il bilancio è significativo: centinaia di milioni di euro in sanzioni sono stati comminati a imprese di ogni dimensione. Comprendere queste sanzioni è essenziale per qualsiasi titolare del trattamento che operi sul mercato italiano.
Le sanzioni del Garante più significative
Il Garante per la Privacy dispone di poteri sanzionatori rafforzati dalla DSGVO: le multe possono raggiungere i 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuo mondiale. L’Italia si è distinta per alcune delle sanzioni più alte in Europa. Ecco le 15 più significative.
Le sanzioni record (oltre 5 milioni di euro)
Le sanzioni più pesanti hanno colpito sia giganti tecnologici internazionali che grandi aziende italiane. Il Garante ha comminato una sanzione di 20 milioni di euro a una società di riconoscimento facciale per aver raccolto dati biometrici di milioni di italiani senza base giuridica, attraverso lo scraping di immagini da social network e siti web.
Un importante operatore di telecomunicazioni italiano ha ricevuto una delle sanzioni più elevate nella storia del Garante — quasi 28 milioni di euro — per una serie di violazioni che includevano telemarketing aggressivo senza consenso, attivazioni non richieste di servizi, e carenze nella gestione dei dati personali dei clienti.
Un altro operatore di telecomunicazioni è stato sanzionato con oltre 5 milioni di euro per pratiche di marketing diretto non conforme e gestione inadeguata delle liste di contatto. Aziende del settore energetico hanno ricevuto sanzioni multimilionarie per attivazioni di contratti con dati di terzi e telemarketing selvaggio.
Sanzioni intermedie (50.000 € a 5 milioni di euro)
Questo segmento rivela i pattern più comuni di violazione in Italia:
- Aziende di telemarketing e call center per chiamate commerciali senza consenso (sanzioni da 100.000 € a 2 milioni di euro)
- Enti sanitari e ospedali per violazioni nella gestione dei dati dei pazienti (sanzioni da 50.000 € a 1,5 milioni di euro)
- Aziende di e-commerce per trattamenti illeciti e difetti di sicurezza (sanzioni da 100.000 € a 500.000 €)
- Comuni e enti pubblici per videosorveglianza non conforme e trasparenza insufficiente (sanzioni da 50.000 € a 500.000 €)
- Istituti bancari per gestione inadeguata delle richieste di accesso ai dati (sanzioni da 100.000 € a 600.000 €)
Sanzioni per PMI e piccole imprese (1.000 € a 50.000 €)
Il Garante non sanziona solo le grandi aziende. Numerose PMI sono state multate per importi da poche migliaia a decine di migliaia di euro. Queste sanzioni riguardano tipicamente: assenza di informativa sulla privacy sul sito web, videosorveglianza dei dipendenti senza accordo sindacale, invio di newsletter senza consenso, e mancata risposta alle richieste degli interessati.
Studi medici e professionisti sanitari sono stati sanzionati per aver condiviso dati dei pazienti senza adeguate garanzie. Condomini sono stati multati per impianti di videosorveglianza che riprendevano aree comuni senza informativa. Nessuna struttura è al riparo.
I 5 motivi di sanzione più frequenti in Italia
L’analisi dei provvedimenti del Garante rivela pattern specifici del contesto italiano.
1. Telemarketing aggressivo e chiamate indesiderate
Il telemarketing è il motivo di sanzione più ricorrente e più pesantemente sanzionato in Italia. Le violazioni includono: chiamate commerciali a numeri iscritti nel Registro delle Opposizioni, utilizzo di numerazioni fittizie, catene di subappalto delle liste di contatto non tracciabili, e attivazioni non richieste di servizi. Il settore delle telecomunicazioni e dell’energia è particolarmente colpito.
2. Violazioni in ambito sanitario
L’Italia ha una particolare attenzione alla protezione dei dati sanitari. Il Garante ha sanzionato numerose strutture sanitarie per: invio di referti a indirizzi errati, pubblicazione involontaria di dati di pazienti, accessi non autorizzati alle cartelle cliniche, e utilizzo di dati sanitari per finalità non compatibili con quelle originarie.
3. Difetto di informazione agli interessati (articoli 13 e 14 RGPD)
La mancanza o insufficienza dell’informativa privacy è uno dei motivi più comuni di sanzione. Il Garante richiede che l’informativa sia chiara, completa, facilmente accessibile e specifica per ogni finalità di trattamento. Siti web senza informativa o con informative generiche copiate da altri siti vengono regolarmente sanzionati. Per verificare se la vostra azienda è interessata, consultate la nostra guida sull’ambito di applicazione del RGPD.
4. Videosorveglianza non conforme
La videosorveglianza in Italia è soggetta a regole particolarmente stringenti, incluse le prescrizioni dello Statuto dei Lavoratori (art. 4, Legge 300/1970). L’installazione di telecamere nei luoghi di lavoro richiede un accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro. Violazioni frequenti: telecamere senza cartelli informativi, riprese di aree pubbliche, conservazione eccessiva delle registrazioni.
5. Violazioni della sicurezza dei dati (articolo 32 RGPD)
L’articolo 32 del RGPD impone misure tecniche e organizzative adeguate. Il Garante ha sanzionato aziende per: data breach causati da insufficienti misure di sicurezza, accessi non autorizzati a database, mancata notifica delle violazioni entro le 72 ore previste dall’articolo 33, e assenza di valutazione d’impatto per trattamenti ad alto rischio.
Come calcola il Garante l’importo delle sanzioni?
Il calcolo tiene conto dei criteri dell’articolo 83 del RGPD e delle specificità italiane:
- Natura e gravità della violazione: violazioni che coinvolgono dati sensibili (sanitari, biometrici) comportano sanzioni più severe
- Numero di interessati coinvolti: più persone sono colpite, più elevata sarà la sanzione
- Durata della violazione: violazioni prolungate nel tempo aggravano l’importo
- Carattere intenzionale o colposo: la negligenza grave è equiparata al dolo ai fini sanzionatori
- Misure adottate per attenuare il danno: la tempestività della reazione è valutata positivamente
- Precedenti del titolare: violazioni reiterate comportano sanzioni maggiorate
- Cooperazione con il Garante: la collaborazione attiva durante l’istruttoria può ridurre significativamente la sanzione
Il Garante pubblica integralmente i propri provvedimenti sanzionatori, creando un importante corpus di giurisprudenza amministrativa.
Tendenze recenti: il Garante italiano nel 2024-2026
Intelligenza artificiale sotto la lente: il Garante italiano è stato tra i primi in Europa a intervenire sull’IA, con provvedimenti significativi contro chatbot e servizi di IA generativa per mancanza di base giuridica e insufficiente informazione agli utenti.
Telemarketing selvaggio: il Registro delle Opposizioni è stato aggiornato e rafforzato, ma le violazioni restano endemiche. Il Garante ha adottato misure sempre più severe contro le catene di telemarketing.
Sanità digitale: con l’espansione del Fascicolo Sanitario Elettronico e della telemedicina, il Garante ha intensificato i controlli sulla gestione dei dati sanitari digitali.
Cooperazione europea: attraverso il meccanismo di sportello unico, il Garante collabora con le altre autorità europee. L’Italia ha partecipato a diverse decisioni coordinate che hanno portato a sanzioni record.
Come proteggere la vostra azienda
Di fronte a questi rischi, la conformità non è un’opzione ma una necessità:
Rivolgersi a un avvocato specializzato (500-2.000 € per un audit): un avvocato specializzato in diritto della privacy realizzerà un audit approfondito. È la soluzione più completa, particolarmente raccomandata per aziende con trattamenti di dati sanitari o videosorveglianza.
Fare da soli con modelli online (0 € ma rischioso): i modelli disponibili spesso non tengono conto delle specificità italiane (Codice Privacy, Statuto dei Lavoratori, provvedimenti del Garante). Il rischio di lacune è elevato.
Utilizzare un’IA generica (ChatGPT, Claude) (0 € + revisione avvocato 150-300 €): questi strumenti possono produrre bozze, ma non sempre padroneggiano le specificità del quadro normativo italiano.
Utilizzare un’IA giuridica specializzata (14,90-19,90 €): soluzioni come WebLegal.ai generano tutti i vostri documenti legali obbligatori — informativa sulla privacy, politica dei cookie, condizioni d’uso, condizioni di vendita — in pochi minuti, conformi al RGPD e adattati alla vostra attività.
Conclusione
Il Garante per la Privacy italiano è tra le autorità più attive e severe in Europa. Le sanzioni colpiscono ogni anno centinaia di aziende, dal telemarketing selvaggio alla videosorveglianza non conforme, dalla mancanza di informativa alle falle di sicurezza. Per valutare i rischi specifici del vostro sito, consultate la nostra guida sui siti non conformi al RGPD e le relative sanzioni. Nel 2026, la domanda non è più se sarete controllati, ma quando. Agite subito per proteggere la vostra azienda.